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Le unioni civili tra coppie omosessuali

Pubblicato il 04 marzo 2016

Il riconoscimento delle unioni omosessuali trova un solido riconoscimento giuridico nelle norme comunitarie.

Nello specifico secondo l’art. 12 CEDU, rubricato come Diritto al matrimonio,  “uomini e donne in età adatta hanno diritto di sposarsi e di fondare una famiglia secondo le leggi nazionali regolanti l’esercizio di tale diritto”.

Secondo la Corte Europea tale norma riconosce il diritto di sposarsi non solo tra uomini e donne ma tra uomini o tra donne (sentenza  C. EDU 17.7.2002 Goodwin c. Regno Unito; 24.6.2010 Schalk e Kopf c. Austria; 13.11.2012 H. contro Finlandia).

Una lettera aperta della nostra costituzione porta al riconoscimento delle unioni omosessuali, da considerare non come fenomeno privato giuridicamente irrilevante ma come formazioni sociali, ex art. 2 Cost.,  in cui si svolge la personalità di ciascuno, quale «stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri»

Altri argomenti a favore dell’estensione della nozione costituzionale di matrimonio alle persone dello stesso sesso li ritroviamo nel principio pluralista perché sono «formazioni sociali ove si svolge la (…) personalità» dell’uomo (art. 2 Cost.);  nel divieto di discriminazioni per ragioni di sesso (art. 3 Cost.); in un’interpretazione evolutiva della famiglia come “società naturale” (art. 29.1 Cost.) da intendere non solo come «limite» all’intervento statale ma come apertura al suo sviluppo sociale.

Questo il dentellato normativo che ha portato all’approvazione in Senato del c.d. ddl Cirinnà, che riconosce i seguenti diritti alle coppie omosessuali:

-        Art. 1:  Contratto per l’unione civile

Le coppie omosessuali, cioè due persone maggiorenni dello stesso sesso, che non abbiano altri vincoli matrimoniali, con un atto stipulato davanti all’ufficiale di stato civile e a due testimoni,  potranno registrare, in Comune, un “contratto” per l’unione civile. Tale “contratto” avrà ad oggetto i diritti e doveri dei “coniugi”, gli obblighi di legge e le tutele reciproche;

-        Art. 2: Cognome uguale

Con il contratto lei e lei, o lui e lui, possono scegliere di avere un cognome comune, scelto tra uno dei due cognomi, e decidere poi di aggiungerlo al proprio;

-        Art. 3: Reversibilità della pensione e graduatoria all’asilo

A seguito dell’unione civile,  la coppia avrà identici diritti e doveri: fedeltà, assistenza morale e materiale, obbligo di coabitazione. Oltre a ciò, l’articolo 3, prevede l’estensione di altri diritti quali: reversibilità della pensione, congedi parentali, contratti collettivi di lavoro, graduatorie all’asilo nido se si hanno dei figli;

-        Art. 4: Equiparazione ai coniugi quando c’è un’eredità

L’articolo 4 estende alle coppie dello stesso sesso tutte le norme in materia di successione oggi previste per gli eterosessuali uniti in matrimonio, con la conseguenza che, in caso di eredità, nella suddivisione ad esempio delle quote di una casa, la coppia omosessule avrà gli stessi diritti dei coniugi eterosessuali

 -        Art. 6: Scioglimento dell’unione

Lo scioglimento di una unione civile segue le regole della attuale legge sul divorzio in merito all’assegno di mantenimento, affido dei figli, diritti di visita, assegnazione della casa. Inoltre il cambio di sesso di uno dei partner, e da gay la coppia si ritrovasse etero, l’unione civile dovrà essere sciolta.

Laddove la coppia decida di non sottoscrivere il contratto per l’unione civile, troveranno applicazione le norme in materia di convivenza civile.

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