Ritardo nel versamento dell’assegno di mantenimento :: Diritto & Consulenza

Ritardo nel versamento dell’assegno di mantenimento

Pubblicato il 05 luglio 2012

L’art. 570 c.p. sanziona sia la violazione degli obblighi familiari di assistenza morale che gli obblighi di assistenza economica. Viene punita così l’omessa prestazione dei mezzi di sussistenza da parte di chi, genitore o coniuge, aveva l’obbligo nonché la possibilità di adempiervi.

I mezzi di sussistenza non si identificano con il quantum eventualmente dovuto a titolo di assegno di mantenimento o di alimenti, a seguito di separazione, divorzio o affidamento della prole, bensì con il più ristretto concetto di ciò che è necessario a sodisfare i bisogni elementari della vita, quali vitto, alloggio, vestiario, medicinali.

Il reato non è punibile quando l’imputato dimostra che l’impossibilità economica a corrispondere gli alimenti non sia stata da lui colpevolmente creata.

A tal fine l’eventuale intervento di terzi, quali i nonni o l’altro genitore, che suppliscano allo stato di bisogno del figlio minore, non esclude la rilevanza penale del mancato adempimento da parte di chi ne aveva l’obbligo. La condotta omissiva viene punita perché genera lo stato di bisogno dei soggetti beneficiari.

Stato di bisogno che non richiede l’assoluta indigenza ma la grave ed effettiva difficoltà ad assolvere ai bisogni essenziali della vita quotidiana e ciò indipendentemente dal fatto che il soggetto passivo goda di proventi propri, peraltro insufficienti allo scopo.

Con l’importante sentenza su citata, la Corte di Cassazione ha specificato come il ritardo di poche settimane nel versamento dell’assegno di mantenimento, non integra il reato di sottrazione degli obblighi di assistenza familiare.

L’inadempimento richiesto per arrivare alla condanna, deve essere “serio e sufficientemente protratto (o destinato a protrarsi) per un tempo tale da incidere apprezzabilmente sulla disponibilità dei mezzi di sussistenza che il soggetto obbligato deve fornire”.

Di conseguenza “il reato non scatta automaticamente con l’inadempimento ai sensi delle leggi civili e, ancorché la violazione possa conseguire anche al ritardo, il giudice penale dovrà valutarne la gravità e, quindi, l’attitudine oggettiva a integrare la condizione che la norma è tesa ad evitare”.

Sulla base di tali principi è stato assolto il padre che, per un breve periodo a causa di contingenze economiche negative, ha versato l’assegno di mantenimento con qualche settimana di ritardo.

Corte di cassazione – Sezione VI penale – Sentenza 2 luglio 2012 n. 25596

Altri Articoli che Potrebbero Interessarti:
Articolo archiviato in: Separazione Divorzio e Convivenza - |

Hai bisogno di una consulenza legale?

  1. (obbligatorio)
  2. (obbligatorio)
  3. (è richiesta una e-mail valida)
  4. (obbligatorio)