Assegno di mantenimento e capacità lavorativa dell’ex coniuge :: Diritto & Consulenza

Assegno di mantenimento e capacità lavorativa dell’ex coniuge

Pubblicato il 20 febbraio 2013

La prova dell’attitudine al lavoro dell’ex coniuge, intesa come capacità di guadagno, è indispensabile sia per escludere il dovere di contribuzione dell’altro coniuge che per attribuire lo stato di bisogno esclusivamente all’inerzia ingiustificata del soggetto nel ricercarsi un’attività lavorativa.

Pertanto l’attitudine lavorativa costituisce elemento valutabile ai fini della determinazione della misura dell’assegno di mantenimento da parte del giudice, che deve tener conto non solo dei redditi in denaro ma anche di ogni utilità o capacità dei coniugi suscettibile di valutazione economica.

E’ necessario, però, che l’attitudine al lavoro proficuo venga verificata non sulla base di mere valutazioni ipotetiche e astratte, ma di effettiva possibilità di svolgimento di un’attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale ed ambientale. Di conseguenza sulla parte onerata al versamento dell’assegno di mantenimento, ricade l’obbligo di dimostrare specificatamente quali offerte di lavoro l’altro coniuge avrebbe rifiutato ingiustificatamente.

 Sulla base di tali presupposti la Corte di Cassazione ha affermato che  ”la moglie, che non ha un’attività lavorativa e non si impegna nel cercare nuove fonti di reddito nonostante la giovane età, l’elevato titolo di studio, e l’assenza di impegni familiari, pur dopo un periodo di convivenza breve, ha diritto all’assegno di mantenimento“.

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