La Legge Cirinnà e le Unioni Civili :: Diritto & Consulenza

La Legge Cirinnà e le Unioni Civili

Pubblicato il 12 maggio 2016

La legge Cirinnà rimuove alcune delle discriminazioni per le quali l’Italia è stata richiamata dal Consiglio d’Europa e sanzionata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo – organismi internazionali di difesa dei diritti umani distinti dalle istituzioni Ue – lasciando tuttavia irrisolti alcuni nodi, tra i quali il più dibattuto riguarda sicuramente l’assenza della possibilità di adottare il figlio del partner ( la c.d. stepchild adoption).

Andiamo ad analizzare le novità introdotte da tale Legge con specifico riferimento alle coppie omosessuali.

Unioni civili – La legge dà alle coppie omosessuali la possibilità di costituire un’unione civile, con diritti e doveri paragonabili – ma non identici – a quelli previsti dal matrimonio. Infatti l’unione civile tra persone dello stesso sesso viene riconosciuta come specifica formazione sociale. Può essere costituita da due persone maggiorenni dello stesso sesso di fronte a un ufficiale dello stato civile e alla presenza di due testimoni. La strada dell’unione civile resta sbarrata se uno dei due partner è già sposato o ha contratto un’unione civile, se è interdetto per infermità di mente o se è stato condannato per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l’altro partner. Inoltre, i due conviventi non devono essere parenti. L’unione civile è certificata dal documento che attesta la sua costituzione, che deve contenere i dati anagrafici dei partner, l’indicazione del regime patrimoniale e della residenza, oltre ai dati anagrafici e alla residenza dei testimoni;

Diritti e doveri - I partner legati dall’unione civile acquisiscono gli stessi diritti e doveri. In particolare, contraggono “l’obbligo reciproco di assistenza morale, materiale e alla coabitazione”, ma, al contrario del matrimonio, non il vincolo di fedeltà. I partner possono decidere di assumere un cognome comune, scegliendolo fra i loro. Devono poi concordare l’indirizzo della vita familiare e fissare la residenza comune;

Patrimonio – Come accade nel matrimonio, il regime patrimoniale dell’unione civile, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale, è quello della comunione dei beni. I partner possono però optare per il regime di separazione dei beni. I partner, inoltre, acquistano gli stessi diritti successori che hanno marito e moglie e il diritto a percepire la pensione di reversibilità. Pertanto, in caso di morte di uno dei partner, l’altro ha diritto alla pensione di reversibilità e all’eventuale Tfr maturato dal defunto. Riguardo alla successione, il superstite ha diritto alla ‘leggittima’, ovvero il 50% del patrimonio del partner, mentre la parte restante andrà suddivisa tra gli eventuali figli. E se l’unione civile finisce, si applicano le stesse regole valide per il matrimonio in materia di alimenti al partner economicamente più debole;

Adozioni – L’unione civile non dà la possibilità di adottare, neanche il figlio del convivente. La legge esclude esplicitamente la possibilità di adottare il figlio legittimo del partner, ma prevede resti “fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti”. Secondo alcune interpretazioni tale formula lascierà ai giudici la possibilità di valutare caso per caso;

Abitazione – L’Unione costituisce titolo, al pari del matrimonio, per essere inseriti nelle domande di alloggio popolare. In caso di morte del partner, l’altro ha diritto a subentrare in un eventuale contratto di locazione o a continuare a vivere nella casa del convivente defunto per un periodo che va dai 2 ai 5 anni, secondo la durata della convivenza;

Separazione e Divorzio – I partner possono sciogliere l’unione civile direttamente, senza dover passare prima dalla separazione. E’ infatti sufficiente comunicare, anche disgiuntamente, all’ufficiale dello stato civile, l’intenzione di dividersi. La domanda di scioglimento può essere presentata in Comune, davanti all’ufficiale dello stato civile, o con la negoziazione assistita degli avvocati. L’unione civile si scioglie anche se uno dei partner cambia sesso. Viceversa, se la rettifica anagrafica di sesso avviene all’interno di un matrimonio e i coniugi non vogliono chiuderlo, automaticamente si instaura un’unione civile.

Altri Articoli che Potrebbero Interessarti:
Articolo archiviato in: Separazione Divorzio e Convivenza - | , ,

Hai bisogno di una consulenza legale?

  1. (obbligatorio)
  2. (obbligatorio)
  3. (è richiesta una e-mail valida)
  4. (obbligatorio)