Separazione e Divorzio: Assegnazione Casa Familiare :: Diritto & Consulenza

Separazione e Divorzio: Assegnazione Casa Familiare

Pubblicato il 29 gennaio 2012

In caso di separazione/divorzio, il Giudice può disporre la vendita della casa matrimoniale, in cui risiedono il coniuge assegnatario, ma non proprietario, e il figlio della coppia?
Sia in separazione, sia in divorzio, il giudice può solo provvedere all’assegnazione della casa coniugale, se ne sussistono i presupposti (come nel caso prospettato), ma non può ordinare che la casa sia posta in vendita. Solo dall’accordo dei coniugi può nascere la previsione di una nuova abitazione per il coniuge collocatario del figlio minorenne.

L’assegnazione dell’ex casa coniugale è disposta in favore dei figli minori o maggiorenni conviventi, ma non autonomi dal punto di vista economico e del genitore presso cui sono collocati.

Secondo giurisprudenza maggioritaria, infatti,  l’assegnazione della casa familiare deve rispondere all’esigenza di garantire l’interesse dei figli alla conservazione dell’habitat domestico, inteso come il centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui si esprime e si articola la vita familiare, nel precipuo interesse della prole minorenne o maggiorenne non autosufficiente al fine di evitare loro l’ulteriore trauma di un allontanamento dal luogo ove si svolgeva la loro esistenza e di assicurare una certezza e una prospettiva di stabilità in un momento di precario equilibrio familiare.

L’affidamento dei figli minori pertanto o la convivenza con quelli maggiorenni risulta essere ancora “imprescindibile presupposto” ai fini dell’assegnazione della casa coniugale .

Tale diritto dura fino a che la prole non diviene autosufficiente o l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio.

Numerose le sentenze in tal senso:

Cass. civ., sez. I, 28 gennaio 2009, n. 2184

“La Corte precisa la finalità dell’istituto dell’assegnazione della casa familiare in materia di divorzio, sottolineando come, così come per la separazione, l’abitazione familiare debba essere assegnata a tutela della prole, con la conseguenza che essa non può essere considerata un parametro per andare incontro alle esigenze del coniuge più debole.

L’istituto preposto a tal fine, infatti, è solo l’assegno divorzile e mai l’assegnazione dell’immobile anche se di proprietà di entrambi i coniugi”.

Consulta il testo integrale della sentenza Cass. civ., sez. I, 28 gennaio 2009, n. 2184

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I CIVILE – SENTENZA 22 marzo 2010, n.6861

“Non è soggetto a modifica il provvedimento con cui il Tribunale, in sede di separazione, abbia assegnato la casa familiare al genitore con cui il figlio maggiorenne ma non economicamente autosufficiente, nel caso in cui il figlio, per motivi di studio o di lavoro saltuario, si allontani da detta abitazione.

Il diritto di abitazione, infatti, sussiste qualora il figlio mantenga un collegamento stabile con l’abitazione del genitore, come, ad esempio, nel caso in cui il figlio ritorni ogni volta che gli impegni glielo consentano”.

Clicca qui per consultare il testo integrale della sentenza.

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