Molestia tramite SMS, MNS, posta elettronica o telefono. :: Diritto & Consulenza

Molestia tramite SMS, MNS, posta elettronica o telefono.

Pubblicato il 09 gennaio 2013

L’art. 660 c.p. punisce la condotta di colui che, per petulanza o per altro futile motivo, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero con il mezzo del telefono, arreca a terzi molestia o disturbo, interferendo nell’altrui vita privata e nell’altrui vita di relazione.

La giurisprudenza ha chiarito come al termine al termine “telefono“, deve essere equiparato qualsiasi mezzo di trasmissione, tramite rete telefonica e rete cellulare, di voci e di suoni imposti al destinatario, senza possibilità per lui di sottrarsi all’immediata interazione con il mittente. Di conseguenza tale reato sussiste:

1. nel caso in cui le molestie provengano da posta elettronica con l’utilizzo del sistema MSN. “Tale sistema, infatti, è in tutto assimilabile a quello di messaggistica istantanea SMS poiché anche rispetto ai messaggi inviati via MSN il destinatario è costretto sia de auditu, sia de visu a percepirli prima di poterne individuare il mittente. I messaggi inviati con MSN, se a contenuto ingiurioso o offensivo, sono perciò idonei a ledere sia la quiete che la tranquillità psichica del destinatario“, Corte d’Appello Napoli, Sezione 3 penal, Sentenza 14 dicembre 2011, n. 5122;

2. nel caso in cui la condotta del soggetto, accompagnata da petulanza o altro biasimevole motivo, si estrinsechi nell’inoltro di messaggi di testo tramite telefono cellulare (cd. sms) di contenuto ingiurioso in numero rilevante, da valutarsi alla luce degli elementi menzionati. E’ stata, così, condannata la ex moglie che ha inviato circa 40 messaggi al giorno all’ex marito per un periodo temporale di alcuni mesi, dal contenuto offensivo, denigratorio, accusatoria e minatorio, Tribunale di Trento, penale, Sentenza 19 ottobre 2011, n. 863;

3. nel caso di reiterata ripetizione di ben 12 telefonate concentrate nell’arco del pomeriggio dello stesso giorno, poiché “tale comportamento integra i requisiti del reato in oggetto ed in particolare della petulanza, la quale consiste in un’insistenza eccessiva, e perciò fastidiosa, di invadenza nell’altrui sfera personale”Corte d’Appello di Palermo, Sezione 1 penale, Sentenza 15 ottobre 2011, n. 3018;

4.  nel caso di “trasmissione di posta elettronica su un telefono attrezzato che, con modalità sincrona, consenta di segnalare l’arrivo di mail con un avvertimento acustico. Diversamente, non sussiste il reato nel caso di invio di mail realizzato tramite computer, giacché, in tal caso, la posta elettronica inviata può essere letta dal destinatario, per nulla avvertito dell’arrivo, solo se e in quanto questi decida di aprirla, realizzandosi una situazione del tutto simile alla ricezione della posta per lettera, cui il destinatario accede per sua volontà” Corte di Cassazione, Sezione 1 penale, Sentenza 12 ottobre 2011, n. 36779.

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