Maltrattamenti in famiglia ripetuti nel tempo :: Diritto & Consulenza

Maltrattamenti in famiglia ripetuti nel tempo

Pubblicato il 12 dicembre 2012

Il reato di maltrattamenti in famiglia si realizza quando i familiari sono sottoposti a continui atti di vessazione, tali da cagionare ad essi sofferenze, privazioni ed umiliazioni, fonte di un disagio continuo ed incompatibile con normali condizioni di vita.

Sulla base di tale principio, la giurisprudenza vi è il reato di maltrattamenti in famiglia nel caso in cui la donna viene costretta a vivere in un clima di sopraffazione instaurato dal marito, a subire le sue reazioni incontrollate e violente, le sue continue ingiurie ed aggressioni, lanciandole contro vari oggetti, minacciandola di morte e deridendola, in quanto condotte delittuose idonee ed integrare la materialità del reato.

E’ altresì punibile la condotta del coniuge che usi maltrattamenti nei confronti della coniuge, compiendo sulla medesima atti di violenza fisica concretizzatisi nel colpirla ripetutamente con calci e pugni, nello strattonarla per i capelli e nel rinchiuderla in camera o in cucina al fine di impedirle di chiedere aiuto all’interno dell’abitazione.

Di recente la Corte di Cassazione, con sentenza del 17 ottobre 2012, n. 40845, ha statuito la legittima della condanna per maltrattamenti di un uomo che, fin dall’inizio della vita coniugale, sia solito offendere la moglie rivolgendosi a lei con epiteti infamanti e umilianti, facendole pesare di essere a suo carico, non percependo un proprio reddito, sì da instaurare un regime di vita logorante, volto al continuo discredito della moglie annientandone la personalità.

Vi è punibilità anche nel caso in cui gli atti di violenza fisica e di persecuzione vengano ripetuti nel tempo, sia pure in maniera non quotidiana. A tal riguardo secondo la giurisprudenza non assume alcuna rilevanza, al fine di escludere eventualmente la fattispecie di reato in esame, il fatto che gli atti lesivi si siano alternati con periodi di normalità e siano stati cagionati, a volte, da motivi contingenti poiché, data la natura abituale del delitto in questione, l’intervallo di tempo tra una serie e l’altra di episodi lesivi non fa venir meno l’esistenza dell’illecito.

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