Utilizzo di espressioni offensive nei confronti del vicino di casa :: Diritto & Consulenza

Utilizzo di espressioni offensive nei confronti del vicino di casa

Pubblicato il 27 dicembre 2011

Corte di cassazione – Sentenza 27 settembre-22 dicembre n. 48072

Secondo la Corte di Cassazione è condannabile il vicino di casa che apostrofa un condomino utilizzando espressioni del tipo: “vaffa” seguito “da non mi rompere i c…, non mi rompere il c…”.

Tali espressioni sono indice del disprezzo che si nutre nei confronti dell’interlocutore, pertanto non possono essere considerati soltanto come indice di cattiva educazione o come uno “sfogo” causato, ad esempio, dal fatto che il vicino abbia ripetutamente suonato al proprio campanello di casa.

Ne tantomeno l’utilizzo di tali epiteti può essere giustificato come la reazione alla minaccia di essere denunciato, poiché la comunicazione dell’intenzione di far valere le proprie ragioni in tribunale è il legittimo esercizio di un diritto e non costituisce certamente una minaccia.

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