Diffamazione: messaggi pubblicati tramite internet :: Diritto & Consulenza

Diffamazione: messaggi pubblicati tramite internet

Pubblicato il 13 novembre 2012

La diffamazione tramite internet costituisce un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’articolo 595 comma 3, del Cp, in quanto commessa con altro (rispetto alla stampa) mezzo di pubblicità.

Nello specifico, in merito alla natura diffamatoria dei messaggi pubblicati mediante Internet, poiché la rete costituisce uno straordinario mezzo di divulgazione delle notizie e delle opinioni sia per la rapidità che per l’ambito di diffusione del mezzo, recente giurisprudenza ha chiarito come Internet possa essere efficacemente utilizzato anche per l’offesa all’altrui reputazione.

Nello specifico la Corte di Cassazione ha chiarito come, date le particolari caratteristiche del mezzo elettronico, «nel caso in cui l’offesa venga arrecata tramite tale mezzo, l’evento appare temporalmente, oltre che concettualmente, ben differenziato dalla condotta. Ed invero in un primo momento si avrà l’inserimento in rete da parte dell’agente degli scritti o immagini offensivi e, solo in un secondo momento, (a distanza di secondi, minuti, giorni ecc.) i terzi connettendosi con sito e percependo il messaggio, consentiranno la verificazione dell’evento».

Quanto alla visibilità del messaggio va evidenziato che nessun sito può essere raggiunto per caso. È necessario conoscerlo o quantomeno procedere ad una precisa interrogazione di un motore di ricerca. Il motore di ricerca è a sua volta un sito, all’interno del quale è possibile consultare degli elenchi, aggiornati periodicamente, che contengono delle brevi recensioni di ogni sito web e consentono di raggiungerlo grazie ad un collegamento ipertestuale.

Sulla base di tali principi la giurisprudenza ha ritenuto che:

1. integra il reato di diffamazione aggravato ai sensi dell’art. 595, comma terzo, cod. pen. (offese recate con la stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità), la diffusione delle espressioni offensive mediante il particolare e formidabile mezzo di pubblicità della posta elettronica, con lo strumento del “forward” a pluralità di destinatari Cassazione n. 29221/12);

2. in tema di diffamazione, l’art. 595 c.p. prevede che se una notizia, anche se vera di fatto, viene esposta (per mezzo di stampa o su altri mezzi di propaganda quali blog su Internet) in termini non corretti e l’intero tono della notizia non è diretto ad informare, in quanto di interesse pubblico alla conoscenza, ma a dipingere la figura di un soggetto con le tinte della codardia e dell’ignavia, si integra il delitto di diffamazione (Tribunale Aosta, n. 553/2006).

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