Guida fiscale in caso di separazione o divorzio :: Diritto & Consulenza

Guida fiscale in caso di separazione o divorzio

Pubblicato il 29 gennaio 2012 da Beatrice Mannarini

Quesito n. 1
Nel caso in cui, in sede di separazione, il Giudice abbia affidato i figli alla madre, con l’obbligo per il padre di corrispondere un assegno mensile di mantenimento, a quale genitore spetteranno le detrazioni per carichi di famiglia (relative ai figli) da considerare nella dichiarazione dei redditi o come le stesse dovranno essere eventualmente ripartite tra le parti?
L’ articolo 12 del Tuir, comma 1, lettera c, dispone che, in caso di affido esclusivo, la detrazione d’imposta per figli a carico spetta al genitore affidatario nell’intera misura, salvo un diverso accordo finalizzato a ripartire la detrazione nella misura fissa del 50% fra ciascun genitore, ovvero ad attribuirla per intero al genitore con un reddito più elevato (in ogni caso, non sono ammesse percentuali diverse da quelle appena indicate). Invece, in caso di affidamento congiunto o condiviso, la detrazione spetta nella misura del 50% a ognuno di essi, fatto salvo un diverso accordo nei termini più sopra riportati (circolare 15/E/2007, paragrafo 1.4.5).
Quesito n. 2
A seguito della sentenza di separazione, corrispondo mensilmente alla mia ex moglie un assegno mensile per lei e per i miei figli, oltre alla contribuzione al 50% delle spese straordinarie di questi ultimi. La casa coniugale, inoltre, è stata assegnata a mia moglie quale genitore collocatario. Abbiamo, infatti, l’affido condiviso. Dalla mia dichiarazione dei redditi posso dedurre quanto versato ai figli e al coniuge? In che misura e fino a quando vengono riconosciute le detrazioni per i figli ?
A norma dell’articolo 10 del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Tuir), dal reddito complessivo si deducono gli assegni periodici corrisposti al coniuge in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli. Per quanto concerne il regime delle detrazioni di imposta per i figli, l’articolo 12 dello stesso Tuir prevede che, in caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Tuttavia, nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50 per cento tra i genitori. Si ricorda che ove il genitore affidatario o, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione per mancanza di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all’altro genitore affidatario un importo pari all’intera detrazione oppure, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa.
Quesito n. 3
E’ corretto ai fini del modello Isee, per il nucleo familiare, che si viene a formare dopo il provvedimento di separazione, composto dalla madre collocataria e dai figli in affidamento condiviso, non considerare né l’assegno di mantenimento che mensilmente viene versato dal padre né il reddito di quest’ultimo?
La disciplina Isee (articolo 1-bis, comma 1, del Dpcm 221/99, modificato dal Dpcm 242/2001, regolamento di attuazione del Dlgs 109/98 e successive modifiche e integrazioni) fa riferimento alla famiglia anagrafica così come definita dall’articolo 4 del Dpr 223/89 e successive modifiche e integrazioni. I coniugi separati con provvedimento del giudice (separazione giudiziale od omologazione della separazione consensuale) e con diversa residenza non appartengono più ad uno stesso nucleo familiare: i figli, residenti con la madre, costituiscono pertanto a questi fini nucleo familiare con quest’ultima. Per quanto riguarda l’assegno periodico corrisposto per il mantenimentodei figli risultante da provvedimento dell’autorità giudiziaria, lo stesso è espressamente escluso dalla base imponibile per il calcolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche ai sensi dell’articolo 3, comma 3, lettera b) del Tuir (Dpr 917 del 22 dicembre 1986 e successive modifiche e integrazioni) e non concorre pertanto alla determinazione del reddito della moglie neppure ai fini Isee (diversa situazione si avrebbe nel caso in cui l’assegno periodico di mantenimento riguardasse invece direttamente la moglie e non i figli: l’importo corrisposto sarebbe, infatti, in questa ipotesi considerato in capo al percettore quale reddito imponibile assimilato a quello di lavoro dipendente e rientrerebbe nel calcolo dell’ Isee). Anche ai fini Iseeu (particolare indicatore che partendo dall’ Isee introduce specifici criteri previsti per l’Università dall’articolo 5 del Dpcm 9 Aprile 2001), il reddito del padre, in caso di separazione o divorzio, non rileva e si deve tenere conto esclusivamente di quello del genitore che percepisce gli assegni di mantenimento dello studente.
Quesito n. 4
A seguito di sentenza di separazione la casa familiare, di mia proprietà, è stata assegnata a mia moglie e ai figli. Di conseguenza io ho dovuto locare un appartamento, dove ho trasferito la mia residenza. Vorrei sapere se per la casa assegnata in uso gratuito ai miei figli, non essendo più la casa di mia residenza e non potendo, quindi, dichiararla come prima casa, potrò ancora usufruire dell’esenzione Irpef ? In caso negativo, come mi devo comportare per vederla riconosciuta come prima casa dei miei figli e poterla dichiarare esente nel 730?
Ai fini dell’ Irpef, per abitazione principale deve intendersi l’unità immobiliare «nella quale la persona fisica, che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari dimorano abitualmente» (articolo 10, comma 3-bis, del Dpr 917/86). Poiché nel caso di specie l’immobile in questione è utilizzato dai propri familiari che, ai fini dell’ Irpef, sono il coniuge e i due figli (articolo 5, comma 5, del Dpr 917/86), l’immobile stesso non ha perso la qualità di abitazione principale del soggetto passivo (in senso conforme, circolare 247/E del 29 dicembre 1999, paragrafo 1.1; risoluzione 13/E dell’11 febbraio 2000). Si ricorda che, in caso di separazione legale, il coniuge separato, finché non intervenga la sentenza di divorzio, rientra tra i familiari individuati dal citato comma 5 dell’articolo 5 del Dpr 917/86 (circolare 7/E del 26 gennaio 2001, risposta 2.2). Di conseguenza, il Caf deve indicare nel quadro B del modello 730 il codice 1, trattandosi di abitazione principale del contribuente (in senso conforme, circolare 95/E del 12 maggio 2000, risposta 5.1.2).
Quesito n. 5
In caso di separazione o divorzio,  può l’ex marito fruire della detrazione dell’ex moglie a carico?
La detrazione fiscale per coniuge a carico compete a favore dell’altro, solo a condizione che fra i due non sia in atto una separazione legale oppure  una sentenza di divorzio.
Quesito n. 6
A seguito di divorzio con il mio primo marito, ho contratto civilmente un secondo matrimonio con un altro uomo, con cui ad oggi continuo a vivere. Nei prossimi mesi, il mio primo marito andrà in pensione.  Ho diritto alla liquidazione del Tfr, indennità di buonuscita pro-quota, relativamente al periodo di convivenza matrimoniale?
Il coniuge, nei cui confronti è stata pronunciata la sentenza di divorzio, non ha diritto alla quota del Tfr se è passato a nuove nozze. Più in generale il coniuge, non passato a nuove nozze, ha diritto alla quota del Tfr soltanto se è titolare di un assegno divorzile. Per quanto riguarda il quantum, ai fini del riconoscimento a uno dei coniugi di una quota del trattamento di fine rapporto percepito dall’altro coniuge, è necessario che tale indennità sia maturata al momento della proposizione della domanda di divorzio o successivamente a essa, dovendosi escludere il diritto alla quota laddove l’indennità in parola sia maturata antecedentemente, ovvero nel corso del giudizio di separazione .
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