Patrimonio Familiare: Domande e Risposte :: Diritto & Consulenza

Patrimonio Familiare: Domande e Risposte

A quale coniuge spetta l’amministrazione dei beni in comunione?

L’amministrazione dei beni in comunione è conforme al principio di uguaglianza, sicchè entrambi i coniugi hanno gli stessi poteri di amministrazione: essi possono agire, anche disgiuntamente, quando si tratti di atti di ordinaria amministrazione e della rappresentanza in giudizio per gli atti ad essa relativi; devono agire congiuntamente, invece, quando si tratta del compimento di atti di straordinaria amministrazione, della stipula di contratti, con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento e della rappresentanza in giudizio, per le relative azioni (art. 180 c.c.).

I beni ricadenti in comunione possono essere aggrediti dai creditori?

I beni in comunione legale sono destinati alle esigenze di mantenimento della famiglia e di educazione ed istruzione dei figli.

Pertanto i creditori della comunione, cioè i creditori le cui ragioni trovano origine in obbligazioni contratte dai coniugi negli interessi della famiglia o in obbligazioni contratte per l’amministrazione dei beni comuni, possono aggredire i beni della comunione in relazione alle obbligazioni elencate ex art. 186 c.c., ovvero tutti i pesi e gli oneri che gravano, su tali beni, al momento dell’acquisto.

Tutti i carichi dell’amministrazione (intendendosi per tali i debiti di qualsiasi natura contratti per la manutenzione ordinaria, come le spese necessarie per la conservazione e il godimento della cosa comune, i contributi condominiali, le spese per le innovazioni e per i miglioramenti purchè non eccessivamente gravose per il bilancio familiare); le spese per il mantenimento della famiglia e per l’istruzione e l’educazione dei figli e di ogni obbligazione contratta dai coniugi, anche separatamente, nell’interesse della famiglia; ogni obbligazione contratta congiuntamente dai coniugi.

L’art. 190 aggiunge che, qualora i beni della comunione non siano sufficienti a soddisfare i debiti su di essa gravanti, i creditori possono agire, in via sussidiaria, sui beni personali di ciascuno dei coniugi nella misura della metà del credito.

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