Trascrizione in Italia di adozione all’estero da parte di coppia omosessuale :: Diritto & Consulenza

Trascrizione in Italia di adozione all’estero da parte di coppia omosessuale

Pubblicato il 08 marzo 2016

La Corte d’Appello di Milano con sentenza del 16 ottobre 2015 ha dichiarato trascrivibile e quindi efficace per l’ordinamento italiano, un provvedimento di adozione emesso in Spagna a favore di una donna che ha adottato la figlia della sua compagna (con la quale si era prima sposata e dalla quale aveva poi divorziato) nata con fecondazione eterologa.
Per giungere a tale conclusioni la Corte ha valorizzato i seguenti disposti normativi:
1. “l’art. 44, lettera d), consente l’adozione, sia pure con effetti non legittimanti, di un minore da parte di una persona non coniugata, qualora sia stata constatata l’impossibilità di affidamento preadottivo; è stato correttamente rilevato dall’autorità giudiziaria minorile (vedi sentenza n. 626/2007 del TM di Milano, sentenze n. 299/2014 e n. 291/2015 del TM di Roma), che” l’impossibilità di affidamento preadottivo può essere un’impossibilità non solo di fatto, che consente di realizzare l’interesse preminente dei minori in stato di abbandono, ma non collocabili in affidamento preadottivo, ma anche un’impossibilità di diritto, che permette di tutelare l’interesse dei minori (anche non in stato di abbandono), al riconoscimento giuridico di rapporti di genitorialità più compiuti e completi); sulla base di tale principio i giudici di merito del TM di Milano e della Corte d’Appello di Firenze (sentenza n. 1274/2012) hanno disposto l’adozione di figli minori anche tra conviventi, e il TM di Roma, con le due ultime recentissime sentenze sopra citate, ha ritenuto conforme all’interesse del minore, nel rispetto dei principi sanciti dagli artt. 8 e 14 della CEDU, disporre l’adozione in casi particolari da parte di un persona non coniugata del figlio della partner del medesimo sesso;
2. la Corte di Cassazione poi, con sentenza n. 601/2013, ha recentemente affermato come costituisca mero pregiudizio ritenere che “sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale” e come ogni situazione deve essere valutata singolarmente, tenuto conto del preminente interesse del minore rispetto alle figure genitoriali e al suo diritto di convivere e/o mantenere regolari rapporti significativi con tutte le figure adulte di riferimento, indipendentemente dalle loro tendenze sessuali, ritenute in concreto adeguate ad assicurargli l’affetto e la cura indispensabili per la sua armoniosa crescita;
3. la Corte EDU ha più volte sottolineato l’obbligo per l’autorità giudiziaria di uno Stato aderente alla Convenzione, di assumere decisioni riguardanti minori, tenendo prioritariamente conto del superiore interesse del minore, valutato in concreto, al mantenimento della propria vita familiare ex art. 8 CEDU e alle relazioni instaurate con le figure genitoriali di riferimento, ribadendo il principio che anche le relazioni omosessuali rientrano nella nozione di vita familiare, e ciò ha fatto anche nelle sentenze in cui si è occupata di riconoscimento della sussistenza di una vita familiare tra il minore e figure genitoriali nelle ipotesi di maternità “surrogate” non consentite dagli ordinamenti nazionali (vedi le sentenze Me. c. Francia, ric. n. 65192, La. c. Francia ric. n. 65941, emesse nel 2014; Pa. e Ca. c. Italia del 27 gennaio 2015);
In tale contesto normativo di riferimento, così come interpretato dai giudici italiani e dai giudici sovranazionali, non vi è alcuna ragione per ritenere in linea generale contrario all’ordine pubblico un provvedimento straniero che abbia statuito un rapporto di adozione piena tra una persona non coniugata e il figlio riconosciuto del partner, anche dello stesso sesso, una volta valutato in concreto che il riconoscimento dell’adozione, e quindi il riconoscimento di tutti i diritti e doveri scaturenti da tale rapporto, corrispondono all’interesse superiore del minore al mantenimento della vita familiare costruita con ambedue le figure genitoriali e al mantenimento delle positive relazioni affettive ed educative che con loro si sono consolidate, in forza della protratta convivenza con ambedue e del provvedimento di adozione.

La Corte ritiene dunque che il provvedimento spagnolo con cui è stata disposta l’adozione di X da parte di c.c. non sia contrario all’ordine pubblico e come tale debba essere riconosciuto nell’ordinamento italiano e trascritto nei registri dello Stato Civile del Comune di …, presso cui è stato formato l’atto di nascita della minore”.

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