Cambio di residenza del minore in caso di separazione :: Diritto & Consulenza

Cambio di residenza del minore in caso di separazione

Pubblicato il 09 febbraio 2015

Tribunale per i Minorenni di Pisa – Decisione del 24-01-2008

L’affido condiviso si sostanzia in una totale, paritetica corresponsabilità e compartecipazione alla cura, all’educazione ed all’istruzione del minore, ed in tale regime, sicché la decisione sul trasferimento di residenza del genitore presso il quale il minore è collocato rappresenta, indubbiamente, una decisione di “maggior interesse”, che deve essere presa di comune accordo, o, in difetto, dal Giudice competente.

Di conseguenza la madre che, unilateralmente e arbitrariamente, decide di condurre il proprio figlio in altra città, senza aver preventivamente raggiunto un accordo con il padre o, in assenza, domandato la modifica delle condizioni di separazione, costituisce, a prescindere dalle motivazioni di tale scelta, una grave inadempienza, rispetto alle modalità e al regime di affidamento.

App. Perugia, 18-01-1992
Seppolini c. Facincani
SEPARAZIONE DEI CONIUGI Provvedimenti riguardo ai figli

Poichè l’affidamento congiunto della prole di genitori separati postula l’accordo dei coniugi/genitori, va disposta l’abolizione dell’affidamento congiunto, concordato ed omologato in sede di separazione, ogni qual volta sopravvenga tra le parti un aperto, grave dissenso, contrassegnato da aperta e accesa conflittualità e comportante serio pericolo di non lieve pregiudizio per la prole stessa, tanto più, poi, qualora siano insorti fatti che dell’affidamento congiunto ostacolino la pratica attuabilità, quali, ad es., il mutamento della residenza di uno dei genitori o la sua convivenza con persona di sesso diverso.
Trib. Minorenni Emilia-Romagna Dec., 06-02-2007
MATRIMONIO E DIVORZIO Divorzio (affidamento della prole)

Il regime di affidamento condiviso pone un notevole limite al diritto costituzionale sussistente in capo a chiunque di fissare la propria residenza in qualunque parte del territorio nazionale, o all’estero, limite costituito dal prioritario e superiore interesse del minore alla bigenitorialità. Non soltanto, quindi, al giudice è rimessa, ai sensi dell’art. 155-quater c.c. , la facoltà di assumere le più confacenti determinazioni – anche di carattere patrimoniale – qualora il cambio di residenza implichi un mutamento delle modalità di affidamento, ma soprattutto è al medesimo rimessa la valutazione di eventuale contrasto tra l’intenzione di trasferimento manifestata (o unilateralmente attuata) dal genitore e l’interesse del minore. Pertanto, pur non costituendo, di per sé, la lontananza tra le abitazioni dei genitori (pur se determinata da trasferimento unilateralmente effettuato) un fattore ostativo alla conservazione del regime di affidamento condiviso, compito del giudice è, in ogni caso, procedere ad un contemperamento tra due diritti costituzionalmente garantiti, ed ugualmente degni di tutela: quello del minore alla bigenitorialità e quello del genitore a trasferirsi in città o Stato diversi da quelli in cui si è svolta la vita familiare, fermo restando che, ove il mutamento di residenza si prospetti, in concreto, di estremo pregiudizio nei confronti del minore, sradicandolo da vincoli affettivi, ambientali e scolastici ormai profondamente acquisiti, il giudice potrà legittimamente condizionare il mantenimento dell’affidamento della prole alla rinunzia al trasferimento (comunque non suscettibile di essere vietato, e neppure condizionato da eventuali pregressi accordi tra genitori).
Trib. Minorenni Emilia-Romagna Dec., 06-02-2007
MATRIMONIO E DIVORZIO Divorzio (affidamento della prole)

 

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