Assegnazione casa familiare: quando l’ex coniuge può tornarne in possesso? :: Diritto & Consulenza

Assegnazione casa familiare: quando l’ex coniuge può tornarne in possesso?

Pubblicato il 19 aprile 2016

Corte Civile di Cassazione n. 15367 del 2015

Spesso in caso di separazione o divorzio la casa familiare viene assegnata al c.d. genitore collocatario, cioè al genitore con cui vivrà in maniera prevalente il figlio minorenne.

Tale regola viene rispettata anche quando uno dei coniugi sia proprietario esclusivo dell’immobile.

L’assegnazione non è però a tempo indeterminato. La legge, infatti, stabilisca che il diritto al godimento della casa familiare termina quando

1. l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare;
2. l’assegnatario conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio;
3. il figlio diviene economicamente autosufficiente.

Quando si verifica una di queste tre ipotesi si può sempre chiedere sia la modifica del provvedimento di separazione che di divorzio.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15367 del 2015, ha stabilito che tale modifica può essere richiesta anche dal terzo che abbia acquistato l’immobile e che ha diritto a chiedere che il Giudice accerti l’insussistenza delle condizioni per il mantenimento del diritto di godimento a favore del coniuge assegnatario della casa coniugale, per essere venuta meno la presenza di figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti con il medesimo conviventi.

Altri Articoli che Potrebbero Interessarti:
Articolo archiviato in: Famiglia - | , ,

Hai bisogno di una consulenza legale?

  1. (obbligatorio)
  2. (obbligatorio)
  3. (è richiesta una e-mail valida)
  4. (obbligatorio)