Mantenimento dei figli maggiorenni :: Diritto & Consulenza

Mantenimento dei figli maggiorenni

Pubblicato il 28 luglio 2009

L’obbligo del genitore, separato o divorziato, di concorrere al mantenimento dei figli non cessa automaticamente con il raggiungimento da parte di costoro della maggiore età.

Persiste infatti finché non abbiano raggiunto l’indipendenza economica attraverso un’attività lavorativa con concrete prospettive di indipendenza ovvero non sia provato che, posti nelle concrete condizioni di addivenire a detta autosufficienza, non ne abbiano tratto profitto per loro colpa.

L’espletamento di un lavoro precario, limitato nel tempo, non è sufficiente per esonerare il genitore da un tale obbligo di mantenimento, non potendosi in tal caso affermare che si sia raggiunta l’indipendenza economica.

Cassazione civ., sez. I, 6 aprile 2009, n. 8227.

Clicca qui per consultare il testo integrale della sentenza.

 

Corte di Cassazione, 19 marzo 2012, n. 4296

Secondo l’art. 337-septies c.c. “Il giudice, valutate le circostanze, puo’ disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, e’ versato direttamente all’avente diritto”.

La giurisprudenza ha chiarito come tale norma sia derogabile dal Giudice, in virtù del fatto che, data la coabitazione tra il figlio maggiorenne ma non economicamente autosufficiente e il genitore collocatario, di fatto spesso vengono a scontrarsi due posizioni entrambe meritevoli di tutela: quella del genitore convivente, diretta ad ottenere l’assegno per adempiere ai propri compiti senza dover anticipare il denaro di tasca propria e quella del figlio avente diritto al versamento diretto del mantenimento.

Pertanto, per meglio tutelare entrambe le posizioni, nei giudizi di separazione e di divorzio dei genitori, è ammissibile l’intervento del figlio maggiorenne.

Tale ampliamento del contraddittorio, ha lo scopo di consentire al Giudice di effettuare un’approfondita ed effettiva disamina delle istanze dei soggetti interessati, in modo tale da acquisire tutti gli elementi necessari a provvedere in merito all’entità e al versamento, eventualmente anche in forma ripartita, del contributo di mantenimento.

Sulla scorta di tali considerazioni, la Corte di Cassazione,  ha statuito che “poiché l’assegno di mantenimento a favore del figlio, risponde al principio di proporzionalità, il fatto che sia stato disposto l’affido condiviso con un collocamento prevalente presso uno dei genitori il quale, essendo più ampio il tempo di permanenza del figlio presso di lui, dovrà provvedere in maniera più ampia e confacente ai suoi bisogni, alle spese correnti, all’organizzazione domestica e all’acquisto di beni durevoli che non attengono necessariamente alle spese straordinarie, comporta che l’assegno dovrà essere erogato in favore del genitore e non direttamente al figlio”.

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