Fondo Patrimoniale ed Esecuzione Forzata :: Diritto & Consulenza

Fondo Patrimoniale ed Esecuzione Forzata

Pubblicato il 27 gennaio 2016

Il D.L. 27 giugno 2015 n. 83 ha introdotto l’art. 2929 bis c.c., secondo cui il creditore, che ritenga di essere pregiudicato da una donazione, da un fondo patrimoniale, da un trust o da altro vincolo, può iniziare l’esecuzione forzata senza alcun permesso del Giudice.

Pertanto è ora possibile l’esecuzione forzata di beni immobili o mobili registrati del debitore, anche se sottoposti a vincolo di indisponibilità (quali fondo patrimoniale, donazione o trust), senza la preventiva sentenza dichiarativa di inefficacia del vincolo o del trasferimento.

Sono stati però fissati dei limiti a tale azione esecutiva, quali;

  1. il vincolo di indisponibilità (fondo patrimoniale, trust o donazione) deve essere sorto successivamente al sorgere del credito;
  2. il pignoramento deve essere stato trascritto entro un anno dalla data di trascrizione dell’atto pregiudizievole (fondo patrimoniale, trust o donazione);
  3. per i crediti anteriori, la norma si applica anche al creditore anteriore che, entro un anno dalla trascrizione dell’atto pregiudizievole, interviene nell’esecuzione da altri promossa.

In pratica accadrà questo: contro il soggetto che, l’1 febbraio 2016, inserisca la casa nel fondo patrimoniale trascrivendolo nell’atto di matrimonio e l’1 luglio contrae un mutuo rendendosi moroso dopo breve, la banca o altro creditore (se vi sono debiti di altra natura) potrà agire direttamente in esecuzione forzata, entro il 31 gennaio 2017, previa notifica del relativo titolo esecutivo, senza bisogno di richiedere preventivamente  la revoca del fondo patrimoniale, come accadeva prima dell’introduzione dell’art. 2929 bis c.c..

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