Figli naturali e legittimi: cadono anche le ultime differenze :: Diritto & Consulenza

Figli naturali e legittimi: cadono anche le ultime differenze

Pubblicato il 28 novembre 2012

Con il Ddl approvato il 27.11.2012, i diritti dei figli naturali vengono definitivamente equiparati a quelli dei legittimi.

In primis, per evitare ogni discriminazione tra i figli, anche adottivi, viene cancellata la distinzione linguistica tra figli legittimi e naturali, sicché «nel codice civile le parole: “figli legittimi” e “figli naturali” sono sostituite, ovunque ricorranno, dalla seguente: “figli”.

Uguali diritti vengono, poi, riconosciuti anche a livello parentale, di riconoscimento ed ereditario.

Parentale

L’articolo 1, infatti, stabilisce che “la parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo. Il vincolo di parentela non sorge nei casi di adozione di persone maggiori di età”.

Diritti e doveri dei figli

L’articolo 1 introduce, inoltre, i “diritti e i doveri del figlio”, modificando l’articolo 315 del codice civile. Il figlio “ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacita’, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni”.

Il figlio “ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti”.

Ancora si legge che: il figlio minore (che ha compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento) “ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano”. Il figlio “deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finche’ convive con essa”.

Nel caso però in cui sia venuta meno la potestà genitoriale, il figlio può sottrarsi all’obbligo di prestare gli alimenti a quel genitore.

Riconoscimento

Il figlio “nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto” dalla madre e dal padre “anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento” e il riconoscimento “può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente”.

In caso di riconoscimento postumo da parte del padre, il cognome della madre non sarà mai cancellato, ma il figlio potrà affiancargli quello paterno.

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