Tutela del diritto alla bigenitorialità – elevata conflittualità coniugi :: Diritto & Consulenza

Tutela del diritto alla bigenitorialità – elevata conflittualità coniugi

Pubblicato il 08 gennaio 2015

Tribunale Civile di Milano, ordinanza 16 aprile 2013 n. 110

Nel rispetto del disposto della sentenza Corte Eur, Dir. Uomo, sez. II, 29 gennaio 2013, secondo cui ”le misure deputate a riavvicinare il genitore con suo figlio devono essere attuate rapidamente, perché il trascorrere del tempo può avere delle conseguenze irrimediabili sulle relazioni tra il fanciullo e quello dei genitori che non vive con lui“, sicché non deve trattarsi di misure stereotipate ed automatiche, il Tribunale di Milano, in un  caso di separazione in cui l’elevata conflittualità genitoriale  ha determinato la difficoltà delle figlie a rapportarsi con la madre (trasferitasi tra l’altro in Francia), ha disposto “il ricorso alle risorse tecnologiche per consentire il “rapido riavvicinamento” del genitore con le figlie.

In particolare deve ritenersi che una interazione audiovisiva in diretta tra la madre e le figlie (con la presenza nei loro pressi del padre in qualità di “mediatore”) realizzata attraverso un collegamento (…) possa consentire una graduale ripresa di un dialogo tra la madre e le figlie, attraverso una percezione visiva ed in voce fatta, sì, di comunicazione (essenzialmente) verbale, ma che al contempo favorisca una ri-abitudine alla gestualità e allo scambio emotivo (fosse anche aspro nei primi tempi) senza quella presenza fisica che le ragazze hanno già dimostrato di non voler (ma meglio sarebbe dire “non sapere più”) accettare; tale modalità di frequentazione sembra runica, al momento, in grado di “preparare” le figlie ad una ripresa dei rapporti con la madre, in grado di realizzare (sia pure in via eccezionale e provvisoria) una “presenza” ed un confronto propedeutici a futuri incontri. Su indicazione del Presidente, le parti hanno dato un convinto consenso a che la sig.a R possa vedere le figlie con frequenza settimanale attraverso il collegamento via (…) che le parti dichiarano di saper utilizzare; è evidente, tuttavia, che tale modalità di contatto impone un serio impegno (fisico, emotivo, empatico, relazionale) sia da parte della sig.a R che da parte del sig. P e della attuale compagna al fine di coinvolgere le figlie nel nuovo rapporto e con le nuova modalità di frequentazione”.

 

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