Si restringono i casi in cui è dovuto l’assegno divorzile alla ex moglie :: Diritto & Consulenza

Si restringono i casi in cui è dovuto l’assegno divorzile alla ex moglie

Pubblicato il 11 maggio 2017

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE – Sentenza 10 maggio 2017, n. 11504

Con una recentissima ed interessantissima sentenza, la Corte Suprema rivede completamente i parametri giuridici in base ai quali valutare se, in sede di divorzio, il coniuge economicamente più debole abbia diritto o no all’assegno divorzile di mantenimento. Restringendo fortemente tale diritto.

Se in passato tale giudizio era ancorato al parametro “ del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio”, adesso si guarda al diverso valore sociale e culturale che si attribuisce al matrimonio e al suo scioglimento, nel senso che è “ormai condiviso nel costume sociale il significato di matrimonio come atto di liberalità e di autoresponsabilità, nonché come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile” .

Il punto di partenza di tale riflessione, secondo gli ermellini è che “una volta sciolto il matrimonio civile o cessati gli effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimonio religioso .. il rapporto matrimoniale si estingue definitivamente sul piano sia dello status personale dei coniugi, i quali devono perciò considerarsi da allora in poi “persone singole”, sia dei loro rapporti economico-patrimoniali (art. 191, comma 1, cod. civ.) e, in particolare, del reciproco dovere di assistenza morale e materiale (art. 143, comma 2, cod. civ.), fermo ovviamente, in presenza di figli, l’esercizio della responsabilità genitoriale, con i relativi doveri e diritti, da parte di entrambi gli ex coniugi “.

Dal riconoscimento dello status di “persona singola” e del principio di auto responsabilità economica, la Corte fa discendere la conclusione che “ 1) se l’ex coniuge richiedente l’assegno possiede «mezzi adeguati» o è effettivamente in grado di procurarseli, il diritto deve essergli negato tout court; 2) se, invece, lo stesso dimostra di non possedere «mezzi adeguati» e prova anche che «non può procurarseli per ragioni oggettive», il diritto deve essergli riconosciuto”.

“Ciò premesso, il Collegio ritiene che i principali “indici” – salvo ovviamente altri elementi, che potranno eventualmente rilevare nelle singole fattispecie – per accertare, nella fase di giudizio sull’an debeatur, la sussistenza, o no, dell’”indipendenza economica” dell’ex coniuge richiedente l’assegno di divorzio – e, quindi, l’”adeguatezza”, o no, dei «mezzi», nonché la possibilità, o no «per ragioni oggettive», dello stesso di procurarseli -possono essere così individuati:
1) il possesso di redditi di qualsiasi specie;
2) il possesso di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari, tenuto conto di tutti gli oneri lato sensu “imposti” e del costo della vita nel luogo di residenza («dimora abituale»: art. 43, secondo comma, cod. civ.) della persona che richiede l’assegno;
3) le capacità e le possibilità effettive di lavoro personale, in relazione alla salute, all’età, al sesso ed al mercato del lavoro dipendente o autonomo;

4) la stabile disponibilità di un’abitazione”.

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