Guida in Stato di Ebbrezza: Consenso per il Prelievo Ematico :: Diritto & Consulenza

Guida in Stato di Ebbrezza: Consenso per il Prelievo Ematico

Pubblicato il 18 luglio 2012

La Corte di Cassazione si pronuncia nuovamente sulla necessità o meno del consenso dell’interessato qualora,  per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, sia disposto il prelievo ematico a seguito di sinistro stradale

Con una recente sentenza del 26 108 2012, la Suprema Corte ha specificato come, per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza siano sempre utilizzabili i risultati del prelievo ematico effettuato, secondo i criteri e gli ordinari protocolli del pronto soccorso, durante il ricovero presso una struttura ospedaliera pubblica a seguito di incidente stradale.

Di contrario avviso, altra giurisprudenza della stessa Corte che distinguersi l’ipotesi in cui il prelievo ematico sia stato effettuato, secondo i normali protocolli medici di pronto soccorso, per finalità prognostico-curative, a seguito di ricovero presso una struttura ospedaliera, da quella in cui il prelievo sia stato richiesto per soli fini processuali, quale mezzo di prova al di fuori dall’ambito di un protocollo medico di pronto soccorso.

Nel primo caso, anche in assenza del consenso dell’indagato, l’accertamento invasivo non può dirsi illegittimamente effettuato ed il relativo referto sarà comunque utilizzabile quale documento processuale.

Nel secondo caso, invece, poiché l’accertamento è stato effettuato solo su richiesta della polizia stradale per ragioni esclusivamente investigative, trattandosi di un esame invasivo con violazione dei diritti della persona, l’interessato può rifiutarsi di prestare il proprio consenso e gli esiti dell’esame non saranno processualmente utilizzabili come prove.

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